Movimento Internazionale Madi Ungheria

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Movimento Internazionale Madi Ungheria

Írta: Dárdai Zsuzsa

In Ungheria le tendenze costruttiviste e geometriche contemporanee si sono sviluppate da un ricco humus. Consideriamo, oltre a Moholy-Nagy e Péri, l’arte di Schöffer o Vasarely e soprattutto di Kassák che torn? dall’esilio viennese nella seconda met? degli anni Venti per lavorare a fatica in Ungheria. Egli fond? la cosiddetta “Bildarchitektur” (architettura di quadro) nel lontano 1921 che ? strettamente legata all’estetica Madi.

MOHOLY-NAGY László (H) 1920


Sebbene gli anni di guerra e pi? tardi il socialismo reale in Ungheria avessero sppresso ogni movimento geometrico, la seconda generazione d’avanguardia, attiva negli anni ’60 (Imre Bak, János Fajó, Ilona Keserü, Tibor Csíky, Tamás Hencze) si svolse consapevolmente a questa eredit? e la assunse come forte fondamento: negli ultimi anni ’60 Bak cre? tele sagomate, Fajó dipinse immagini in forma libera e costru? sculture in lamiera metallica con spazi negativi, Keserü realizz? oggetti su tela usando anche impasto di gesso, Haraszt?, invece, cre? spiritose sculture mobili. Negli anni ’80 Attila Joláthy, Tamás Hencze e Dóra Maurer portarono avanti lavori di forme libere.

Considerazioni storico artistiche rivelano che artisti ungheresi della corrente geometrico-costruttiva non solo assistettero alla nascita del movimento Madi, ma incessantemente crearono opere d’arte riconducibili a Madi sulla scia dei loro predecessori.

Ecco perché quando János Saxon Szász e io stessa incontrammo i madisti e personalmente Arden Quin nel 1991 a Parigi, decidemmo di informare gli artisti ungheresi della corrente costruttiva e geometrica attraverso “Inter Madi”. Durante le visite agli studi non ci era difficile trovare dipinti sagomati che spezzano la tela, sculture mobili, pezzi geometrici realizzati in plexiglas, funzionamenti con luci e spazi vuoti.

Con una collezione di opere risalenti fino agli anni ’50 organizzammo inizialmente due mostre Madi nel 1993-94 a Győr e al Kassák Múzeum di Budapest, con il titolo e il tema “Tele sagomate”. A questa mostra parteciparono quasi 20 artisti contemporanei. Il tema trattato sollev? qualche malinteso nei circoli artistici e nella critica ungheresi poiché essi attribuivano la prima apparizione di questo tipo di pittura allo statunitense Stella e alla tendenza delle tele sagomate. Ci?, di per sé non sarebbe stato un problema ma nello stesso tempo essi si interrogarono sulla “precedenza” di Madi. I fatti comunque provano che il movimento Madi si manifest? nel 1946 mentre le prime tele sagomate di Stella risalgono almeno un decennio pi? tardi. Il Madi ha attinenze con molte tendenze dell’arte, esso non pu? essere ridotto all’esito delle tele sagomate. Inoltre, l’arte non ? uno sport, non ? una corsa costro il tempo. L’evento al Kassák Múzeum di Budapest incontr? una meritata accoglienza internazionale.

Nel 1994 gli artisti ungheresi venivano invitati in Francia alla cerimonia di fondazione del Primo Museo Internazionale Madi: ci partecipavano 12 di loro attraverso la donazione dei loro lavori.

Uno dei pi? importanti eventi nella storia del Madi in Ungheria ? stato l’International Madi Festival a Győr nel giugno 1995 al centesimo anniversario della nascita di László Moholy-Nagy.

In accordo con la mentalit? Madi, oltre alla mostra d’arte, ci fu la prima composizione Madi di Attila Reményi (eseguita da Győr Percussion Group); vennero organizzate gare poetiche Madi collettive, realizzati aquiloni, fuochi d’artificio, messaggi in bottiglia, una mostra documentaria e un convegno Madi incoron? la serie degli eventi. Ai programmi, tra i numerosi artisti stranieri e ungheresi, ci partecip? anche Carmelo Arden Quin.

Gli artisti provenienti di diversi paesi offrirono alcune loro opere a un futuro Museo Internazionale Madi da costruire in Ungheria. Fra i compiti del Museo Mobile Madi, che ancora non ha una sede stabile, si figurano mostre introduttive da organizzare in tutta l’Europa Centrale. Nel 1997, in una doppia esposizione, venivano presentati i lavori del gruppo Madi ungherese alla Vizivárosi Galéria di Budapest e quelli degli artisti Madi stranieri all’Istituto Francese di Budapest.

La mostra fu introdotta da László Beke, storico dell’arte ungherese che la defini “ingegnosa e giocosa”. Inoltre, egli sottoline? che sia gli artisti ungheresi sia quelli stranieri respingono liberamente tutti gli aspetti dell’arte del passato che potrebbero vincolarli.

La terza generazione degli artisti del movimento Madi, i discepoli di Csíky, Dargai, Fajó, Konok, si present? per la prima volta nel 1993 come il gruppo Madi dell’Associazione Artistica Indipendente Fény-Árnyék (luce-ombra). Possedendo l’eredit? dell’attitudine geometrica-costruttiva, essi hanno accettato coscientemente “il flusso della libera geometria (Bányász, Ézsiás, Galgóczy, Haász, Horváth, Herczegh, Kovács, Marafkó, Saxon). Attraverso il loro lavoro il movimento Madi ha avuto molti seguaci anche in Ungheria fino a diventare un movimento artistisco importante nella cultura artistica ungherese.

L’ultima grande manifestazione di Madi in Ungheria fu il festival EURO-MADI, tenuto tre l’11 settembre e il 18 ottobre nel bellissimo palazzo Eszterházy dove, oltre alla mostra Madi, furono presentati i primi due numeri della rivista internazionale MADI, un album di serigrafie delle opere del gruppo ungherese del MADI, ma ci fu anche una conferenza stampa, furono organizzati un’asta MADI e la rappresentazione di un balletto MADI ad opera dei discepoli di Győri Balett (Scuola di balletto di Győr). La manifestazione fu inaugurata da László Beke. Tutto questo serviva per promuovere il progetto del “Ponte-Museo MADI 2000”. La fortuna del festival MADI nel 1995, le relazioni interpersonali e il pubblico della citt? di Győr hanno reso possibile un’eventuale realizzazione di un museo MADI a Győr. Le autorit? della citt? hanno espresso la volont? di cedere il ponte Pinnyéd sul fiume Rábca nel territorio della citta per realizzarci un museo MADI, insieme con un ristorante e un centro artistico MADI, gestito dalla Fondazione Internazionale MADI con sede di Győr.

Questi eventi aiutano la fortuna internazionale del movimento. Dopo il festival Euro MADI sono stati organizzati altri festivals a Maubeuge e Blain, a Napoli, Mantova e Gallarate… Inoltre, il progetto architettonico del ponte MADI ? stato presentato a un convegno internazionale di Buenos Aires e il suo plastico, insieme con il suo disegno in 3D alla mostra di Architettura mondiale organizzata presso il Műcsarnok di Budapest. Nuove mostre, nuovi convegni e festivals vengono realizzati in diversi luoghi del mondo come a Dallas, Parigi, Milano, Montevideo, Napoli, Budapest e Győr.

Tra i nostri compiti e scopi riteniamo importante far conoscere il movimento MADI anche in questa regione, quindi nel prossimo futuro si progetta di realizzare una mostra internazionale MADI in omaggio a Lajos Kassák a Bratislava doveviene presentato il materiale del “Mobil MADI Múzeum”. Con questa mostra si prospetta di rafforzare i rapporti tra gli artisti ungheresi-slovacchi-polacchi-cechi-russi-rumeni. Tutto questo sottolinea che il MADI non ? una categoria chiusa dell’arte ma una viva realt? carica di libert?, allegria, giocosit?, spiritualit?.

(Traduzione di Zsuzsa Ordasi – MADI art periodical No3)